Granito Verde Argento

Natura del materiale

 

Tra i materiali lapidei a base di silicati che si trovano in Italia, ce n’è uno che spicca particolarmente in termini di colore e caratteristiche decorative: il Verde Argento, un granito di alta qualità estratto unicamente nella località Argentera del Comune di Settimo Vittone in provincia di Torino.

Bianco: quarzo e feldspato potassico; verde: giadeite; nero-argento: fengite (mica)

Bianco: quarzo e feldspato potassico; verde: giadeite; nero-argento: fengite (mica)

 

I riflessi argentei sono dati dalle lamelle di una particolare mica ferrifera di alta pressione, la fengite. Invece lo splendido colore verde, leggermente opalescente se lucidato, tenue e variegato al naturale, è dato nientemeno che dalla giada, presente in grossi cristalli sfumati nella tessitura della roccia. La giada, giadeite per i geologi, è un particolare silicato che si forma ad altissima pressione, e cioè a grande profondità nella crosta terrestre, a spese di un altro minerale molto più comune nei graniti, il plagioclasio. Questo vuol dire che il nostro granito verde argento era anticamente un granito “normale” con plagioclasio bianco-latte, feldspato potassico anch’esso bianco, quarzo traslucido e lamelle di mica nera; poi la massa rocciosa, circa 90 milioni di anni fa, si è trovata presa in mezzo nella convergenza delle due grandi placche africana e eurasiatica. Le due placche si sono lentamente avvicinate, piegate, sbriciolate ai bordi, sovrapposte e ammonticchiate a brandelli (falde per i geologi) l’una sull’altra, creando la catena alpina, mentre il nostro granito finiva in fondo al mucchio. Trascinato giù per svariate decine di chilometri nelle viscere della Terra, i suoi minerali originari non resistevano al peso di tutta quella roccia sovrastante e pian piano collassavano formando cristalli con il reticolo più denso, tra cui il pirosseno sodico (la giada). Il punto più basso della traiettoria veniva raggiunto circa 65 milioni di anni fa; da quel momento le forze di galleggiamento del nostro metagranito (granito trasformato dalla pressione) riprendevano il sopravvento e la massa rocciosa iniziava una “veloce” risalita verso la superficie dove la troviamo ora.

Ecco spiegata l’eccezionalità mondiale del Granito Verde Argento: ben poche rocce naturali, e finora nessun materiale commerciale, ci arrivano temprate da tali sbalzi di pressione. Roccia “leggera” tipica della parte superiore della crosta terrestre, il nostro granito (densità circa 2,7) è invece sprofondato fino in fondo alla crosta, dove la densità di equilibrio è almeno 3,2 (valore del basalto) trasformandosi in roccia degli abissi, senza poi danneggiarsi nel rimbalzo in superficie. Ciò gli conferisce qualità meccaniche ed estetiche che non temono confronto.

 

 

Storia e Geografia del prodotto

 

La cava Argentera a Settimo Vittone (TO). Nel fondovalle scorre la Dora Baltea.

La cava Argentera a Settimo Vittone (TO). Nel fondovalle scorre la Dora Baltea.

La cava del Granito Verde Argento denominata Argentera è ubicata sul fianco orografico sinistro della valle della Dora Baltea, quasi allo sbocco della valle stessa nella pianura canavesana, ad una quota attorno ai 450 m s.l.m., un centinaio di metri al di sopra della piana valliva alluvionale.

Lo sfruttamento della cava è attestato a partire dal secolo XVIII, con rivestimenti e zoccolature nella vicina chiesa parrocchiale di Borgofranco; poi nel secolo successivo il materiale venne utilizzato nella struttura dei sottopassi della ferrovia Chivasso-Aosta, nel tratto tra Ivrea e Pont-Saint-Martin. Utilizzi storici sono altresì attestati nell’edificio del Tribunale di Ivrea e in altri palazzi cittadini, in chiese, cimiteri, marciapiedi e sostegni di vigne nei Comuni di Borgofranco, Tavagnasco e Settimo Vittone.

Massicce lesene in granito verde argento a spacco rivestono la base della facciata della chiesa parrocchiale di Borgofranco. I lavori sono datati 1792.

Massicce lesene in granito verde argento a spacco rivestono la base della facciata della chiesa parrocchiale di Borgofranco. I lavori sono datati 1792.

 

Dal 1975 la cava viene coltivata dalla ditta Vuillermin Gualtiero che vi ha immesso tecnologie adeguate per questo materiale di particolare tenacia, facendone il top della gamma produttiva.

La diffusione commerciale attuale del Granito Verde Argento travalica l’ambito locale per affermarsi non solo nella regione alpina (Aosta, Zermatt, Verbier, Crans-Montana, Innsbruck, Chamonix…) ma anche a più vasto raggio europeo (Berlino, Bonn, Budapest, Parigi, Monaco…) e financo oltreoceano (Metropolitana di Singapore, Palazzo presidenziale delle Maldive, Hotel Plaza a Hong Kong…).

Utilizzo di Granito Verde Argento con legno in apertura e vetrina di esercizio commerciale

Utilizzo di Granito Verde Argento con legno in apertura e vetrina di esercizio commerciale

Il materiale di modesta pezzatura, ricavato dagli scarti dei blocchi, viene trasferito presso il Centro Pietre di Issogne dove, con trance oleodinamiche, viene trasformato in blocchetti dalle facce piane a spacco naturale. I blocchetti vengono poi utilizzati così come sono per muri a secco, rivestimenti e pavimentazioni di viabilità tradizionale o giardini, oppure vengono lavorati per oggettistica, un utilizzo che inevitabilmente fa pensare alla “sorella” giada birmana…

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