Pietra Verde di Courtil

Natura del materiale

 

 

Arredo urbano in esterno. Pietra di Courtil.

Arredo urbano in esterno. Pietra di Courtil.

Il pregio estetico della Pietra di Courtil consiste sia nel disegno arabescato (si potrebbe dire “frattale”) che nell’accostamento dei colori dal bianco al verde, con spalmature a tonalità più calde tendenti al giallo. Il pregio tecnico consiste invece in una eccezionale tenacia, che le permette di lavorare in estese pezzature con spessori minimi, grazie anche alla particolare fissilità naturale. Vediamo di risalire alle origini di queste qualità, per quanto ce lo permettono gli studi finora svolti.

 

Il disegno arabescato è il frutto di una doppia serie di stress a cui è andata incontro la roccia nel corso del tempo geologico. Inizialmente lo sprofondamento (quello con cui ha inizio ogni catena montuosa, per le Alpi a partire da 90 milioni di anni fa) ha innescato una intensa successione di pieghe grandi e piccole che ha deformato gli originali componenti della roccia (graniti? scisti?) fino a renderli irriconoscibili. In seguito, la massa rocciosa è risalita di sbieco, scivolando lentamente su se stessa come pasta filante per vari chilometri. Ciò ha deformato ulteriormente la roccia in una infinita successione di sottili livelletti tutti paralleli ad un medesimo piano di scorrimento, che ora ritroviamo quasi verticale sulla montagna. Questa deformazione ha ridistribuito alcuni minerali all’interno della roccia rendendo facile lo spacco in lastre lungo i piani di foliazione, e favorendo la resistenza in direzione perpendicolare ad essi. La cava di Courtil era infatti conosciuta soprattutto per l’ineguagliabile qualità delle sue “lose”, le lastre tradizionali di copertura dei tetti valdostani.

La pasta rocciosa stirata e trasposta per chilometri si è deformata in una infinita successione di livelletti paralleli e uniformemente orientati, in giacitura pressoché verticale

La pasta rocciosa stirata e trasposta per chilometri si è deformata in una infinita successione di livelletti paralleli e uniformemente orientati, in giacitura pressoché verticale

 

Il colore invece è dovuto alla naturale distribuzione di minerali colorati nella sua pasta rocciosa. Le venature bianche, che appaiono di piatto sulla superficie delle lastre, riflettono un miscuglio di quarzo ed albite (l’albite è un silicato con sodio ed alluminio, frequente in molte rocce continentali di superficie). Le plaghe verdi in queste rocce alpine indicano la presenza di anfibolo e clorite, minerali in cui cristallizzano ferro e magnesio, elementi provenienti dalle parti più profonde della crosta terrestre. Infine le spalmature da giallo a verde pistacchio tradiscono l’epidoto, silicato con calcio e ferro che troviamo sovente in superficie in sostituzione di minerali cristallizzati in profondità, e che qui sostituisce la giadeite.

 

La storia geologica della Pietra di Courtil è dunque identica a quella del Granito Verde Argento, con una tappa in più: la quasi completa trasformazione della roccia durante la risalita in superficie, trasformazione probabilmente favorita da una maggiore presenza di acqua nel sottosuolo.

 

 

Storia e Geografia del prodotto

La cava di Pietra Verde di Courtil, sul Mont Charvatton

La cava di Pietra Verde di Courtil, sul Mont Charvatton

 

La cava della Pietra di Courtil si trova sul versante sinistro della bassa Valle di Champorcher, ad oltre 1500 m s.l.m. poco sotto la cima del Mont Charvatton, al confine dei Comuni di Hône e Pontboset, 1 km in linea d’aria ad ovest del villaggio di Courtil.

 

 

Un tratto della mulattiera delle slitte (Lou tsoumin de la iedzi de Courtil) per trasportare a valle le lose della cava

Un tratto della mulattiera delle slitte (Lou tsoumin de la iedzi de Courtil) per trasportare a valle le lose della cava

Il materiale estratto dalla cava vanta numerose attestazioni storiche di apprezzamento, nella sostanza e nella forma. Fra le prime ricordiamo l’utilizzo nella copertura del Forte di Bard e di vari castelli valdostani, fra cui Fénis, Introd ed il castello Passerin d’Entrèves a Châtillon. Fra le seconde viene annoverata la medaglia d’oro all’esposizione di Milano del 1913. Se la documentazione su questi riconoscimenti è purtroppo carente, resta comunque una serie di testimonianze sull’importanza attribuita al collegamento viario della cava con il fondovalle, problema risolto solo nel 1997 con l’asfaltatura della strada fino a Courtil. Il trasporto a valle infatti veniva anticamente effettuato mediante slitte condotte a mano, con grave rischio e forte dispendio di tempo ed energie. La discesa avveniva lungo una mulattiera allo scopo costruita ed oggetto di ripetute e documentate campagne di manutenzione, ed ancor oggi in parte percorribile. In particolare, nel 1890 allorché si costruì la strada per Champorcher, la mulattiera delle lose di Courtil venne tagliata dalla nuova arteria, ma si ottenne che fossero attrezzati degli attraversamenti ed il concessionario della cava fosse indennizzato per l’interruzione del trasporto durante i lavori della strada.

 

Attualmente i blocchi dalla cava vengono autotrasportati in laboratorio a Verrès dove vengono segati in lastre seguendo la foliazione, e lavati da getti d’acqua ad alta pressione. Per gli utilizzi come pietra ornamentale e/o in interni, le lastre subiscono un’ulteriore spazzolatura con mole a fili diamantati che esalta il loro aspetto vellutato, la loro fine granulosità e morbida resistenza al tatto. Questo raffinato materiale ha trovato e trova largo impiego per pavimentazioni e rivestimenti interni ed esterni in Svizzera, Francia, Austria e Germania oltre che in Italia e particolarmente in Valle d’Aosta, eventualmente in abbinamento con legni rustici e pregiati.

Anche nel restauro del Forte di Bard e nelle opere di accesso è stata ampiamente usata la Pietra di Courtil. Sullo sfondo il Mont Charvatton con la cava.

Anche nel restauro del Forte di Bard e nelle opere di accesso è stata ampiamente usata la Pietra di Courtil. Sullo sfondo il Mont Charvatton con la cava.

Un commento

  1. rocco chiapperini
    rocco chiapperini at |

    Sto allestendo una litoteca scolastica dedicata ai materiali lapidei tipici di ogni regione italiana. Vorrei inserire i materiali estratti in Val d’Aosta, non reperibili nella zona dove risiedo. Chiedo la collaborazione nel fornire campioni con le seguenti caratteristiche: 10cm x 20cm, spessore max 2cm, una faccia lucidata, località di estrazione, nome commerciale, eventuali informazioni storiche, tecniche e mineralogiche. Nel ringraziare per l’attenzione, porgo cordiali saluti.
    Rocco Chiapperini
    via Torre Mino 1
    70056 MOLFETTA

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